I leoni di Santino

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Cimitero Vedenscoe (Mosca) Tomba di Pietro Antonio Campioni

Fra i vialetti intricati e sinuosi del cimitero Vedenscoe, all'ombra di grandi alberi frondosi, circondati da una cancellata discreta e simbolica (come se i defunti si potessero separare..), riposano indisturbati i membri di una famiglia italiana. Ci sono inciampata per caso, fra le tante lapidi in cirillico, in questa piccola enclave, tutta italiana. Una curiosa sorpresa. Dalle iscrizioni funerarie - quasi tutte in italiano emergono i protagonisti di questa storia.  Quella centrale, sormontata da un semplice teschio appartiene al capostipite, Pietro Antonio Campioni, che qui riposa con la moglie Veneranda, il nipotino Pietro e il figlio Ambrogio. Originario di Varese, Pietro Antonio era uno scultore e nel 1783 decise di  trasferire la sua attivitá a San Pietroburgo. Si portó dietro il figlio Santino, che ben presto, nell'atelier del padre, imparó il mestiere.    

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Cimitero Vedenscoe (Mosca) Tomba di Santino Campioni

Me li vedo, padre e figlio, nel loro laboratorio di scultura d'arte, a sfornare caminetti, balaustre, busti, cornici, elementi decorativi sia in marmo che in metallo, per abbellire e decorare ville,  dimore nobiliari, le piú prestigiose della cittá.  Nel 1807 Pietro Antonio morí : il laboratorio passó nelle mani di Santino, normale prassi. Sulla sua tomba, in granito scuro e con lettere dorate, una pregevole statua, con figura femminile inginocchiata davanti ad un crocefisso, con tutta la grazia, l'armonia di forme e  il delicato panneggio, ci ricorda e mostra orgogliosamente la sua abilitá scultorea.

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Cimitero Vedenscoe (Mosca) Tomba di Santino Campioni

Molto giovane, a soli 15 anni, ma ormai maestro nella lavorazione del marmo e nella fusione del bronzo, Santino si ritrovó cosí a gestire l'attivitá paterna e nel 1795 partí alla conquista di Mosca. Qui iniziarono fruttuose collaborazioni con architetti italiani - giá presenti in cittá, ben introdotti e conosciuti (Giacomo Guarenghi, Domenico ed Alessandro Gilardi), e con  architetti russi (Matvey Kazanov ,A.N. Bakarev , Adam  Adamovich Menelas), tutti intenti entusiasticamente a fare di Mosca una nuova culla del Neoclassicismo, conferendole un volto simil palladiano.

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Cimitero Vedenscoe (Mosca) Tomba di Santino Campioni

I suoi fregi plastici decorarono chiese, cattoliche ed ortodosse, palazzi privati (palazzo dei Principi Ysupov, dei conti Razumovsky, palazzo del conte Sheremetev) ed edifici pubblici ( l'Assemblea dei Nobili) . Si propose, con grande successo, non solo come eccelso decoratore d' interni, ma in taluni casi si dedicó anche ad arredi esterni per le tenute e i giardini della nobiltá.

Ritratto di Santino Campioni (Pyotr Sokolov 1858)

In una di queste, ora trasformata in un incantevole parco cittadino, il parco Kuzminky, a disposizione di tutti, dai pensionati in cerca di fresco ai runner naturalistici, dai bambini scalmanati nelle aree gioco, ai fruitori occasionali di passaggio,  sono ancora lí in bella mostra i  suoi famosi leoni, i leoni di Santino. 

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Parco Kuzminky ( Mosca), imbarcadero- leoni in ghisa di Santino Campioni
L' intraprendente connazionale ideó infatti e realizzó le decorazione interna ed esterna della tenuta Kuzminky, di proprietá del principe Sergey Golytsin.  Da una iper-elaborata imponente cancellata, con quartetti di sfingi alate a mó di custodi-guardiane, si scorge subito un branco di leoni grigi sdraiati su basamenti in pietra, davanti e attorno agli edifici principali. Pigri come quelli veri. Ma no, non siamo nel Sahara africano.

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Parco Kuzminky (Mosca), Ingresso principale -sfingi alate in ghisa di Santino Campioni

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Parco Kuzminky, ingresso principale- leoni in ghisa di Santino Campioni

Fortemente stilizzati, quasi di gusto modernista, creano un effetto straniante, conferendo al luogo, di giá di per se' fiabesco, un tocco esotico. Altri felini un pó corrosi ma immobili, lí da qualche secolo,  si ritrovano sulla sponda del laghetto,vicino all'imbarco privato dei padroni di casa. Sguardo potente, ieratico e sacrale, sono illuminati da una luce calda e accecante, tanto da sembrare divinitá totemiche egizie.

© Photo by Anna Caramagno - All rights reserved. Parco Kuzminky, imbarcadero -leoni in ghisa di Santino Campioni

Nel 1874 il loro autore, Campioni Santino, chiudeva per sempre gli occhi, alla veneranda etá di 73 anni a Mosca, dove l'ho scoperto, incontrato e conosciuto. Dove tuttora riposa attorniato da fratelli sorelle, cognati e nuore e qualche nipote. I Campioni tutti insieme, italiani a Mosca. Bella storia e nessuna tristezza. Roarrr.

Commenti

Post più popolari